non si vede tutto

Uma [… ] sempre sulla stradina, ha preso a parlare dopo un calcetto ben assestato a un ciottolo. Infilando a voce alta una serie di pensieri come anelli di ghirlanda matta. Tutto insieme. Senza fermarsi. Senza far domande, anche quando le fa.

chè si stanca, dice.

Queste di ramino a me non piacciono molto. A parte il fatto che le chiamano carte francesi e a me di francese non piace niente. Solo i colori della bandiera. E forse Marsiglia. Tu ci sei stato a Marsiglia? Io ci vado, prima o poi.

piatto forte

Prima del piatto forte finale, grappolo di eventi pubblici 1990 sfiorati anche dalle nostre vicende private. Alcuni buoni, altri no, altri così così. Sette in tutto. Veloci.

la Wally

Sempre con lo sguardo al mare, seduta all’ombra sulla terrazza di un albergo-ristorante di Taormina, arriva alla prima verità. Piccola come l’isolotto che sta guardando. Minuscola verità, quasi uno scoglio. Ma è la prima verità. Le manca Pavel. Anche un po’ Paolo. Di più Pavel, però. Pavel e la sua musica.

sempre santa Lucia

Dopocena. Giovedì 13 dicembre. In cinque stanno  gustando dei cantuccini portati da Alma. Con un vin santo squisito. Non sono a tavola, ma sedute comode. Nello stesso soggiorno.

non è l’autocoscienza…

Dopo tre minuti di un abbraccio con respiri vicini e silenzio intorno Alma si stacca da lei. Fa un cenno a Doriana che, non si sa com’è, ma capisce all’istante.

…come minimo santa!

Infatti, il terremoto del 13 dicembre 1990, che qualcuno chiamerà di Santa Lucia con un epiteto tanto banale quanto blasfemo, quel terremoto lì passerà alle cronache, se non alla Storia, anche come il Terremoto dei Silenzi.