sguardo di mac sul 1994

anteprima integrale del primo capitolo di Sedici 1994

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Prove di novità

Il 1994 mondiale parte con le migliori intenzioni.

Clinton e Yeltsin pensano bene che un arsenale nucleare ucraino vada smantellato. Accordo più o meno uguale in autunno tra Russia e Cina.

Sul versante dell’ex Jugoslavia le firme mondiali per accordi vari, a Washington prima e Ginevra poi, arriveranno solo dopo il massacro di Sarajevo, dove avevano piazzato una bomba in un mercato.

Bomba anche in Israele, ma su un autobus. Sempre strage. Primo di una lunga serie di attentati suicidi. Però anche Israele e Giordania firmano un Accordo. Di pace. Storico. Del resto, si son donati guerre per quasi 50 anni.

Minuscolo cessate il fuoco anche tra Armenia e Azerbaigian. Poco distante, con un referendum Moldavia dice no, non voglio unirmi a Romania. Fa un po’ te. Capirai che novità!

Onu s’incavola per davvero e Iraq si ritira da Qwait. A fine anno lo riconoscerà anche come Stato a se stante e non più come sua provincia benestante.

Quanti ritiri nel 1994! E poiché la Storia non fa nulla di fretta, è di quest’anno la partenza delle ultime truppe russe da Germania Est. Segue la ritirata di Armata Rossa da Lettonia ed Estonia. Prosit![1]

Restando a Est, non esultate. A fine anno nuova Russia invade Cecenia. Ah, ecco. Avevano un sapore troppo nuovo queste novità!

Anche nella politica italiana qualche novità. Con i primi frutti in primavera. Nell’inverno precedente le sigle erano fioccate come neve. PPI raccoglie il grosso di eredità di Mamma DC, mentre la sua corrente di destra fonda CCD. Sempre a destra muore MSI e nasce AN. Più tardi, PSI perde la prima lettera (e perderà altro) diventando un SI, che in quanto tale non afferma un bel nulla, significa solo Socialisti Italiani. A sinistra poi il nuovissimo PRC elegge un ex sindacalista CGIL di una corrente sinistra, di nome Bertinotti.

Per far festa alle novità, il ‘nuovissimo’ Partito con un nome da stadio viene annunciato con un videomessaggio. Da chi? Già nominato, non ci va di ripeterlo. È il primo dei compari con amici mafiosi di un racconto telefonico di Paola a Uma del febbraio 1993. Anzi, solenne promessa. Non nomineremo quasi mai per lungo l’individuo che destra e manca faranno diventare protagonista della vita italiana dei prossimi 20 anni e più. Politica e non solo. Mai più. Non per questo eviteremo di sottolineare la sua presenza invasiva. Innominato, sei stato nominato.[2]

A fine marzo Alleanza con al centro Innominato vince alla grande con un nome nuovo di zecca: Polo delle Libertà. E vince contro il Patto dei Progressisti. Nuovissimi anch’essi, non c’è che dire. A giugno, nelle elezioni europee, il Polo di cui sopra farà il bis.

Una pubblicità d’annata, per descrivere caramelle a forma di anello bianco, chiamate Polo, recitava: il buco con la menta intorno. Commentai la nascita della nuova formazione con le parole: il vuoto con la merda intorno.

Ok, si fa e si dice quel che si può. In Italia.

Italia dove, anche a sinistra – ipotetico luogo dove di tanto in tanto anche alla sottoscritta capita di ritrovarsi – la potenza di Innominato sarà dapprima snobbata e tanto, poi sottovalutata e tanto, infine ammirata e tanto.

Nella sinistra italiana l’unica novità consistente di questo marasma saranno le dimissioni dell’artefice della trasformazione di via della Bolognina, Achille Occhetto. E il nuovo Segretario del nuovo (!) PDS sarà un certo Massimo D’Alema. Nuovissimo anch’esso.

A gennaio Ciampi s’era dimesso da Capo di Governo. Ma rispunterà, vestito a nuovo. Già detto. Tutto previsto.

Viva l’Italia!

Cambiamo aria? Ci viene a mancare. Respiro ampio: Austria, Finlandia, Norvegia e Svezia dicono che sì, aderiscono a Unione Europea. L’anno dopo Norvegia ci ripenserà. Cose che capitano, anche nelle europee famiglie.

E il mito di Europa è lì che se la ride.

Allora cambiamo anche argomento.

Il calcio è attività importante, si sa. Muove miliardi di soldi e persone. Sposta passioni, bandiere e tangenti. Ai quattro venti. Anche questione di vita o di morte, per alcuni. Perché? Perché nel 94 in Iuessei non si firmano solo Accordi mondiali di pace. Si svolgono anche i Mondiali di Calcio. E in Colombia poco dopo ammazzano un calciatore, reo di aver causato l’eliminazione di suddetta Colombia da quei Mondiali. Per via di un’autogol.

Poi sono io a scherzare quando ci sarebbe da piangere!

A proposito di Iuessei nel 94 proseguono le prove generali per quanto avverrà tra 7 anni. Piccolo aereo prova a schiantarsi su Casa Bianca. La manca di poco. Pare sia finito sul prato. Almeno, questo narra la cronaca ufficiale. Muore solo il pilota. Clinton & famiglia non erano in casa. Per puro caso. Sembra.

Rientriamo in Italia. Il nostro sistema giudiziario continua a fare il possibile. A Milano arrestano per la prima volta un compare di Innominato, l’avvocato-si-fa-per-dire Dell’Utri. Niente paura. Tornerà anche in Parlamento.

Ancora Milano: tot di condanne per tangente 1981 targata Banco Ambrosiano. Tra i nomi eccellenti condannati spiccano Craxi, Martelli e Gelli. L’ultima eccellenza citata, Licio Gelli, si scoprirà poi, altro non era se non uno dei primi compari di Innominato.

Da Palermo qualcuno manda a dire ad Andreotti che è colluso con Mafia. Vedremo come finirà la vicenda.

Infine, notiziona che un po’ (ma solo un po’) concerne giustizia: Antonio Di Pietro si dimette da magistrato. Pool di Mani Pulite, addio! Voglio darmi alla politica. Prosit!

Più di 20 anni dopo, intervistato, Di Pietro dirà di avere sbagliato a farlo. Càpita anche questo.

Tornando alle novità italiane 94 il nuovissimo Governo Innominato parte con una bellissima: il concordato fiscale. Viene concesso agli evasori di chiudere i propri conti con gli sconti. I conti sono quelli giudiziari. Gli sconti saranno sostanziosi.

Sul finire dell’anno scoppia una bufera nel Parlamento italiano, per via di altra novità ancora: il riordino del sistema televisivo. Novità? No comment.

Governo comunque si dimetterà. Capirai, altra novità!

Lasciamo per un po’ Italia al suo destino. Diamo uno sguardo al Continente Africano. Sudafrica elegge Mandela nelle prime elezioni multirazziali. Notizia buona. L’unica. O forse no, ce n’è un altro paio. In Malawi riconoscono i Sahravi, in Etiopia processano Menghistu per crimini contro l’Umanità e Angola firma un Patto coi suoi Ribelli. Stop con le buone. Per il resto, da Mama Africa solo tragedie.

In Ruanda inizia un massacro continuo tra etnie. Massacro fomentato da interessi nati e pasciuti altrove e che nulla hanno a che fare con le tribù. Forse, non le conoscono neppure. Massacro che provoca numero imprecisato di morti. Un milione circa, diranno. Anche per epidemia di colera in Zaire, dove in tanti si rifugiano dal Ruanda. Ritorneremo in Ruanda.[3]

E ora, ci siamo. Sempre dal Continente Africano. Ma la targa della notizia è estera. A Mogadiscio massacrano Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Lei giornalista, lui cameraman.

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Uccisi perché stavano a fare il proprio mestiere. Ossia scovare notizie. Avevano scavato troppo. Secondo alcuni, inclusi vertici Rai, troppo più in là rispetto al loro mandato. Tragedia della quale, come altre, per molto non si saprà nulla di preciso. Avremmo tanto da scrivere.

Solo da poco, ossia a più di 20 anni, è ufficiale quanto altri giornalisti coraggiosi hanno affermato fin dall’inizio: la targa estera è fatta di tre lettere, onnipresente in tragedie interne ed esterne: CIA. Ilaria e Miran avevano messo il naso nel traffico d’armi internazionale. In Italia apparati di Stato e Servizi più o meno segreti proseguono nel loro mestiere d’accatto: insabbiare indagini. Verbo abusato, insabbiare. Perfino la sabbia potrebbe prendersela a male.[4]

Italia non è più un Paese a libertà vigilata, controllata o condizionata. Italia ha definitivamente perso ogni libertà di manovra. In ambito internazionale. Delle novità sul fronte interno s’è già detto. Vorremmo scrivere altro, veramente. Ma ci limitiamo. E con Ilaria e Miran salutiamo e onoriamo donne e uomini che fanno il proprio lavoro. Per davvero.

Poiché rischiamo la depressione acuta, proviamo con un po’ di notizie buone.[5]

E altre così così. Fate vobis. Forse, a guardarci dentro, vi si possono trovare un paio di connessioni.

L’organizzazione terrorista Ira annuncia al Mondo intero la fine delle proprie operazioni militari. Lo scorno per quella bomba che aveva ammazzato anche due bambine, per quella bomba che… scusate, doveva scoppiare prima, deve aver inciso non poco su codesta ottima decisione.

Restiamo nei pressi, quanto a geografia. Un certo François e una certa Elisabetta inaugurano un Tunnel sotto la Manica. Dicono sia notizia buona. Auguri a Francia, Inghilterra e a quant’altri quel tunnel farà comodo. Auguri anche a Manica, intesa come tratto d’acqua ospite? Francamente, non ci sentiamo di farli.

In Argentina scovano finalmente il nazista responsabile delle Fosse Ardeatine. Non lo nominiamo. Criminale contro l’Umanità è più che sufficiente. E a Los Angeles un film sulla storia di un uomo giusto e l’olocausto, Schindler’s List, vince 7 Oscar. Ma quant’è buona Hollywood!

Da un museo della capitale norvegese rubano L’Urlo di Munch. Poi però lo ritrovano. E, dopo anni di restauri, finalmente si può tornare a rimirare il Giudizio Universale nella Cappella Sistina. Ma quant’è bravo il Vaticano!

Tornando al cinema, 1994 è anche l’anno dell’ultimo film con Massimo Troisi, Il Postino. Massimo caro, avevi visto giusto. E avevi visto prima. In Italia non ci resta che piangere! E sempre a proposito di cinema questo è l’anno di Forrest Gump.[6]

A suggello di un anno così denso di eventi brutti e belli, ancora in buona parte da indagare, due notizie 1994 che al nostro sguardo contengono un’indubbia connessione: in Sri Lanka una donna di nome Chandrika vince le elezioni Presidenziali e nell’Universo una ventina di frammenti di una Cometa si schiantano contro il Pianeta Giove.

 

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[1] En passant, brutta notizia da Estonia: traghetto con lo stesso nome naufraga nel Bar Baltico. I morti saranno poco più della metà di quelli del Titanic. Ma sempre tanti.

[2] Vedi capitolo Perché le chiamano commedie in Sedici 1993.

[3] A proposito di Africa, altra notizia tragica. Anche se non di natura politica. Al largo del Corno d’Africa affonda il transatlantico Achille Lauro. Amen.

[4] Chi ne volesse sapere qualcosa in più, e soprattutto qualcosa che si approssima alla verità, può leggere il libro L’altra verità del giornalista Pino Nazio, edito nei primi del 2019.

[5] Per completezza statistica tuttavia dovremmo dire ancora qualcosa a proposito di disastri vari. La varietà è dovuta alla loro gravità e/o prevedibilità. Per ragioni di spazio ne citiamo solo 3, al volo: 1) terremoto a Los Angeles, 2) inondazione in Piemonte e 3) rigore sbagliato da Roberto Baggio nella finale dei Mondiali col Brasile. In fatto di sport Italia si consolerà con la vittoria nei Mondiali di pallavolo. Maschile. Ma che vuoi che sia, davanti a quel rigore?

[6] Stupido è chi lo stupido fa. La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita. Frasi emblematiche pronunciate da un ottimo Tom Hanks. Frasi che restano a lungo nelle nostre menti. Frasi che la dicono lunga anche sui cosiddetti diversamente abili.