sempre santa Lucia

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Dopocena. Giovedì 13 dicembre.

In cinque stanno  gustando dei cantuccini portati da Alma. Con un vin santo squisito. Non sono a tavola, ma sedute comode. Nello stesso soggiorno.

Pensando ai dolcetti, Franca accenna al culto della Santa in Svezia. Dice di non saperne molto. Solo, la festeggiano anche lì, hanno tradotto una canzone napoletana e la cantano il 13 di dicembre. E il giorno prima, i bambini in Svezia preparano dolci e biscotti per tutti!

Uma si blocca all’istante, col cantuccio ancora in bocca. E se li mangiano i biscotti, poi? La sua domanda questa volta è autentica. Uma è stupita, se non preoccupata.

Alma alza subito un dito sorridendo, mentre manda giù un altro goccio di vin santo. Non credo che li facciano da soli, Uma. E neanche le bambine. Li faranno con le mamme oppure con i papà. Controllano, non preoccuparti. La cosa più bella, per me, sono stati i vestiti bianchi e le corone di foglie con le sette candele in testa. E le cinture rosse. Oltre alla musica e al canto, certo. Un bellissimo rituale!

Doriana completa la descrizione del rito con dei dati storico-geografici, sempre guardando Uma. A quanto pare, la fanciulla in bianco all’inizio dell’usanza era solo una. Si svegliava prestissimo e si vestiva così per impersonare Santa Lucia, che lì non è altro che la Luce. La luce vera. Per i nordici il giorno di Santa Lucia è quello che per noi è il 21 dicembre, il solstizio d’inverno, quando i giorni piccoli finiscono, ricominciano ad allungarsi le giornate e c’è sempre più luce. Lì è il 13 dicembre il giorno più corto. La ragazza con le candele in testa andava in giro a svegliare gli altri, come saluto alla Luce. Era con tutta probabilità un rito vichingo, all’inizio. Poi, come al solito…

Doriana si ferma, fa un gesto sconsolato col bicchiere, lo porta alla bocca e beve un sorso di vin santo. Paola si aggancia alla sospensione rincarando la dose, sempre rivolta a Uma. Poi, come al solito, il rito s’è allargato. La fanciulla son diventate tante fanciulle, chi si sveglia per prima è la più grande e tutte le altre dietro, in processione. Ai maschietti, per non farli morire di esclusione e anche per ricordare loro che in fondo son sempre maschi, li mandano in giro con dei bastoni lunghi con le stelle sopra. Poi hanno inventato anche un concorso di beneficenza dove eleggono la più bella tra le belle. Come si chiama?

Paola dirige la domanda a Doriana. Anche lei con un bicchiere in mano. Doriana mette l’ultima parola, un epitaffio. La Lucia di Svezia. In altri termini, come passare dalla Luce della Natura dei Vichinghi a Miss Svezia, passando per la Chiesa Cristiana!

Uma va con la testa da una all’altra, lo sguardo sempre più abbacchiato. Uma che, stranamente, in tutta la serata sarà colei che berrà meno alcool. Allora, come le Tarantate? Che brutta fine! E te pareva! Mi piaceva questa cosa che erano tutte donne. Ok, ci stanno pure i bambini. Ma che colpa hanno i bambini, in fondo? I bambini non hanno colpa in questa storia. I bambini non hanno mai colpa. In nessuna storia! Uma è palesemente sul triste. Per lei il tasto bambini è molto delicato. Alma lo sa bene.

Sempre col bicchiere in mano Alma le torna accanto, porgendole un cantuccio e sussurrando parole al suo orecchio destro. A voce quasi normale, per farsi ascoltare volutamente anche dalle altre. Però i biscotti sono buoni, Uma. Veramente buoni! Lì li fanno con lo zenzero. A me sono piaciuti molto! E butta giù un altro sorso.

Uma si sente pervasa da un sussurro. Non esattamente ciò che l’altra ha inteso trasmetterle con parole bisbigliate platealmente. Un sussurro interiore, differente. Tu li hai mangiati lì, in Svezia?

Estratto da Santa Lucia! in sedici 1990 

[vedi prima ancora santa Lucia]

 

 

 

Always saint Lucy

 

After dinner, on December 13th, five of them were enjoying the cantucci that Alma brought. With a delicious vin santo. They were not sitting at the table but comfortably seated in the living room. Thinking about the biscuits, Franca mentioned the cult of the Saint in Sweden. She said she didn’t know much of it. She only knew that she was celebrated there too, that they had translated a song from Naples’ dialect and they sang it around on December 13th. And the day before, all kids in Sweden make sweets and biscuits for everybody. Uma stopped suddenly, with the biscuit almost in her mouth.

Kids? And do they eat the biscuits, then? Uma’s question was authentic, this time. And even astonished, if not worried. Alma lifted a finger and smiled immediately, while she sent down another sip of vin santo.

I don’t think the sweets are made just by the little boys, Uma. Not even by the little girls. They make them together with mums and dads. They look after them, don’t worry. In my opinion, the most beautiful thing are the white clothes and the crowns made with leaves with the seven candles on the heads. And the red belt. Together with the music and singing, of course. Everything so beautiful, truly. Doriana completed the description with some historical and geographical data, always looking at Uma.

Apparently, the girl in white, at the beginning of the custom, was just one. She woke up very early in the morning and dressed up in this way to play the role of Saint Lucy, that represents nothing but light, there. The real light. For people from the North, Saint Lucy is what the 21st of December is for us, the winter solstice, when the short days are over and the days begin to get longer, and there is more and more light. There, December the 13th is the shortest day. It’s highly probable thar this was a Viking rite, at first. Then, sa usual… Doriana stopped for a while, made a light-hearted movement with the glass in her hand, took it to her mouth and drank another drop of vin santo.  Paola completed in her way, adding…

Then, as usual, the rite expanded. The young girls became a lot of young girls, the older wakes up first, end all the other follows, in a procession. The boys, in order not to be killed with exclusion and to remind them they are always boys, in the end, are sent around with long canes with stars on it. Eventually, to make it complete, they also invented a charity competition where they award the most beautiful girl. What’s its name? Paola talked to Doriana. And she also had a glass of vin santo in her head. Dorina put the last word. An epitaph.

The Lucy of Sweden. In other words, it’s like going from the Light of the nature of the Vikings to Miss Sweden, going trough Christian Church. Uma moved her head from one to the other, with a growing sadder look, Uma who, strangely and for the whole evening, will be the one drinking less. In a 13 of December when they drank a lot. Not just vin santo.

That is to say, like the Tarante of Galatina? I understand. What a bad end. As usual. I liked the fact they were all girls. Just girls. Ok, there are boys as well. They have no faults in the end. Kids have no faults in this story. In any story. Uma was clearly sad. For her, the key ‘children’ was very delicate. Alma knew it well. Always a glass in her hand, she went close to Uma giving her another cantuccio and whispering words in her right ear. She whispered, in order to be heard by the others as well.

But the biscuits are good, very good. They make them with ginger, over there. I really liked them, and drank another drop. Uma felt dazed by a whisper. Not exactly by what Alma wanted to transmit with theatrically whispered words. It was a whisper within, a different one. Have you eaten them, there in Sweden?

 

End of the excerpts from Saint Lucy! In sixteen 1990

[see before saint lucy, again]