non è l’autocoscienza…

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Dopo tre minuti di un abbraccio con respiri vicini e silenzio intorno Alma si stacca da lei. Fa un cenno a Doriana che, non si sa com’è, ma capisce all’istante.

Anzi, è già pronta. Le porge il bicchiere già preso dalla mensola dove Alma lo ha posato, dopo parole sussurrate a Uma con voce normale. Mezzo secolo prima. Bicchiere già colmato nuovamente col vin santo. Sempre in silenzio. Poi Doriana lentamente fa altro. Che a Uma sembra un rito. Anche se non ha niente di magico o misterioso o mistico. Prende tutti gli altri bicchieri. Uno ad uno. Prende per primo quello intonso di Uma e glielo porge. Poi quello di Franca e di Paola, facendo lo stesso. Sempre in silenzio. In mano a ciascuna Doriana pone il bicchiere di ciascuna. E versa. In ciascun bicchiere. Infine, sarà la volta del suo di bicchiere. Per fare la stessa cosa. Tutto in silenzio.

È un rito, sì. Quello che sta accadendo è un rito!

Uma non ha seguito del tutto il contenuto delle parole di Alma, che pure ha ascoltato. In silenzio. E non ha pensato affatto a cosa accadrebbe se fossero da sole.

Uma ha pensato tutt’altro.

Per un motivo legato fortissimamente a quel che sta leggendo nel periodo, che in parte comprende e in parte no. Per suggestioni legate a immagini che ora balenano nella sua mente un po’ più chiaramente. E che hanno iniziato a prendere forma appena Alma ha iniziato a parlare, con le sue amiche intorno, con una voce diversa da quella di sempre. Sono tutte immagini fatte di parole che hanno riempito così tanto la mente di Uma in quei mesi! Parole divenute a loro volta immagini. Che lei ha sempre cercato di focalizzare da qualche parte, senza riuscirci mai. Dopo che avranno bevuto e bevuto tutte, Uma sente che deve dirla quell’immagine.

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Il quadro non le è ancora del tutto chiaro, ma per ogni immagine nella sua mente un libretto verde è la cornice.

Posa il bicchiere, guarda Alma e le altre intorno come cerchio. Passa una sola volta lo sguardo su di loro ruotando per mezzo giro la testa. Ferma lo sguardo su Doriana. Corruga la fronte. Ma… ma questa però non è l’autocoscienza di Carla Lonzi, no?

Le altre, forse per sdrammatizzare a catena l’enfasi dolorosa del momento, forse perché il vin santo è veramente buono ed è finita la prima bottiglia, scoppiano a ridere. Tutte e quattro. Però in fila indiana. Per prima Alma. Poi Doriana, Paola, infine Franca. E infine tutte.

La prima a dire qualcosa sarà Doriana, tra le lacrime. Aprendo la seconda bottiglia. No, Uma. Non è l’autocoscienza di Carla Lonzi. Questa è… Santa Lucia!

Estratto da Santa Lucia! in sedici 1990

 

 

This is not self-consciousness

After three full minutes of a hug made up by close breathes and silence all around, Alma broke away from her. She beckoned to Doriana who, nobody knows how, understood right away. Indeed, she was ready yet. She gave her the glass already taken from the small table where Alma had put it, after the words whispered to Uma with a normal voice. Half a century earlier. Glass soon refilled with vin santo by Doriana. Silently. Then Doriana made other things. It looked like a rite to Uma. Even if it had almost nothing magic or mysterious nor mystic. She took all the other glasses. One by one. She put one into Uma’s hands. Then the same with Franca and Paola. Silently. She put each one’s glass in each one’s hands. And she poured. In each glass. Then, she took her glass to do the same thing. Everything in silence. It was a rite, yes. What had just happened was a rite.

Uma didn’t follow Alma’s words, even if she heard them. Silently. And she didn’t think about what she would have done with her, if they had been alone. She thought about other things. For a reason strongly linked to what she had been reading for a while, that she partly understood, partly didn’t. For clues bound to images that now were flashing more clearly in her mind. They had taken a shape as soon as Alma had started talking, with her friends all around her, with a voice that was different than usual. Images made of words that had filled her mind so much in those months. Words that had become images. And that she tried strongly to focus somewhere, without ever truly making it.

After they had all drunk, Uma felt she had to tell that image. The portrait was not all clear yet, but a green small book was the frame of each image. She put the glass down, looked at Alma and the others all aound her, in circle. She passes  her look at them just once, with half a tour of her head. She frowned.

But… but this is not the Carla Lonzi’s self-consciousness, is it? The others, maybe in order to  defuse the sorrow of the moment, maybe because the vin santo was really good and the first bottle was almost over,  bursted out laughing. All the four of them. But in single file. Alma first. Then Doriana. Then Paola. And finally Franca. And eventually all of them. The first to say something was Doriana, with tears, while opening the second bottle. No, Uma. That’s not Carla Lonzi’s self-consciousness. This is… Saint Lucy!

 

Excerpt from Saint Lucy! in sixteen – speeches: Uma and Doriana