alba e luna otrantina

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A Otranto l’ultimo dell’anno è un evento. Perché è un evento ogni primo di anno.

Otranto è il nostro punto più a oriente. Dove si vede la prima alba italiana di ogni giorno, di ogni mese, di ogni anno. Alba sul mare.

Se sei fortunata, vedi anche l’Albania.

Lì sta succedendo qualcosa di molto brutto, lo so.

Ancora parole di Uma ad Alma, appena arrivate.

Ma è sempre bella, è bella Albania. Bella da lontano, sul mare. Si vedono le montagne e anche la neve. Sì, si va a Otranto per l’ultimo dell’anno. È anche luna piena. Sarà una favola. Si va tutte insieme con Gabriele. A vedere l’alba. Ma… ci vorrebbe un furgoncino!

Estratto da Le seconde stelle in Sedici 1990 – Intervento: Uma

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Uma ha deciso il punto, sì.

Però Emma ha pensato all’atmosfera.

In fondo alla lista dei suoi desideri sotto forma di rifornimenti per la limousine, aveva inserito e sottolineato una richiesta a parte.

Desiderio che Nicola non avrà alcuna difficoltà a soddisfare. Anzi, lo fa con gran piacere, perché quella musica l’adora anche lui.

La zia di Maglie conosceva bene la scrittrice Rina Durante. E ne aveva parlato alla nipote. Non era solo scrittrice, ma giornalista, poeta e cultrice di tradizioni popolari. Soprattutto, diceva sempre la zia, è una donna unica! Durante aveva scritto la poesia Luna Otrantina, poi messa in musica con i suoni del Salento.

Emma la amava molto. Quasi quanto sua zia.

[…]

In quella notte di Palacìa il sonno, le chiacchiere a bassa voce, oppure solo gli sguardi assonnati e felici sotto la luna in attesa dell’alba, avranno come primo sottofondo, prima di altro di struggente e lieve come brezza, le parole di una poesia che parlava della luna.

Di una luna otrantina che chissà quante cose hai visto tu. Tra quelle tante cose, in poesia e musica, pescatori che annodavano le reti, lunghe come i capelli di una donna. E un timoniere che gettò la prua nell’onda alla Torre del Serpe, e il suo cuore ancora affonda. E un saraceno che viene dall’Oriente a rapirci le stelle. E un monaco pittore che una nave crociata dipinse nella grotta. E l’agonia del delfino, ultimo pescatore di corallo. E del mio sogno più dolce, più acerbo e più selvaggio. E ancora di una luna, luna otrantina dove la speranza è appesa a un oleandro e le notti di Puglia sono lunghe, troppo lunghe a finire.

Grazie, Rina. E con permesso.

Poi vedranno Alba. E vedranno Albania. Entrambe bellissime. La seconda solo da lontano. Il freddo è ancora più pungente, ma scenderanno tutte e tutti dalla limousine per salutare anche Aurora, intesa come colori.

Estratti da Le ultime stelle in sedici 1990 

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Dawn and Moon in Otranto

In Otranto, the new year’s eve is a special thing. Because every year’s eve is special. Because every first day of the year is special. Otranto is the most eastern point of Italy. Is the place where you can see the first dawn every day, of every month, of every year. Dawn on the sea. If you’re lucky you’ll see Albania as well. Something very bad is happening there, I know. But it’s always beautiful, Albania. From far away, on the sea. You can see the mountains and snow also. Yes, people go to Otranto for the new year’s eve. And also Full moon will be wonderful. We’ll go all together with Gabriele And then we’ll go and see the sunrise. But we’d need a van!

Excerpt from The second stars in sixteen 1990 – speech: Uma

Uma decided the place, yes. But Emma would care about the atmosphere.
[…]
The aunt from Maglie was acquainted with the writer Rina Durante and had talked about it with Emma. She wasn’t just a writer, but also a journalist, poet and expert of popular traditions. Above all, aunt always said, she’s a unique woman! Rina Durante wrote the poetry Moon in Otranto, then turned into music with the local sounds of Salento. Emma really loved it. And so did the aunt.
[…]
In that night in the Palacìa the sleep, the english chatting in low voice, or even just the asleep an happy looks under the moon waiting for the dawn, had as a first soundtrack, before any other sound, soft and sorry like the wind, the words of a poetry that spoke about the moon.

About a Moon of Otranto that… who knows what have you seen. Among those things, in poetry and music, fishermans knotting nets, long like woman’s hair. And a helmsman who threw the bow into the wave to the tower of the snake, and his heart still sinks. And a saracen coming from the East to take from us the stars. And a painter-monk who painted a ship crusade in the cave. And the agony of the dolphin, last fisherman of corals and of my sweetest dream, and youngest and wildest. And even of a moon, moon of Otranto, where hope hangs by an oleander and nights of Puglia are long, too long to finish.

Thank you, Rina. And, with your respectful permission.

Then, they saw Dawn. And down there we saw Albania. Both beautiful. The second, just from far away. The cold was still biting, but they all went out of the limousine to greet also Twilight and her colors.

Excerpts from The second stars in sixteen 1990

 

 

from mac to gp
dedicated to her emotion

(frase in inglese scritta dall’autrice. se è sbagliata, prendetevela con lei)