granata

Sempre con lo sguardo al mare, seduta all’ombra sulla terrazza di un albergo-ristorante di Taormina, arriva alla prima verità. Piccola come l’isolotto che sta guardando. Minuscola verità, quasi uno scoglio.

Ma è la prima verità. Le manca Pavel. Anche un po’ Paolo. Di più Pavel, però. Pavel e la sua musica.

Erano andati al Bellini molte sere per assistere alla prima di opere liriche. Spesso da soli.

Sempre guardando il mare e la vela e l’isolotto, a Paola torna in mente la serata della Wally. Con Pavel che aveva pianto, piano, a lungo. E lei con la testa di lui sulla spalla.

Dopo, a luci accese, per sdrammatizzare, ci avevano riso su. Commozione passeggera. Paola ricorda le parole di lui sulle scale. Questa Wally, poi, quale che sia il finale, comunque vada, casca sempre male! Bella musica, però.

Appena una piccola risata, col suo sorriso eternamente triste, ma bello. L’aveva presa sottobraccio e fatto così a piedi i quattro isolati dal Teatro a casa.

La Wally, lo sapevano entrambi, aveva due finali. Uno stupido, l’altro meno. Entrambi tragici, come si conviene. Nel primo arriva una semplice tempesta con valanga che se li porta via. Banale. Nel secondo l’amante cerca una via d’uscita, staccandosi da Wally con la quale era andato a ripararsi momentaneamente. Ma viene travolto dalla tormenta. Lei straziata ci pensa un po’ su e poi si getta nel precipizio per raggiungere l’amato. Neanche a dirlo, il finale più eseguito.

Per strada avevano continuato a chiacchierarci su. E ridere. E scherzare. L’uomo fischiettò perfino qualche pezzo. Quando lui inciampò nel gradino sconnesso di un marciapiede, anche Paola scherzò. Trattenendogli il braccio. Sta attento. Se cadi non ti vengo appresso, giovanotto! Ancora risate. Una bellissima serata.

Ora, sempre guardando il mare, Paola rivede tutta l’opera. Risente tutto. E rivede, come fosse dal palcoscenico con lo sguardo insù, la scena di lei e Pavel in un palco buio. I ricordi frammentati di ciò che accadde si mescolano con le arie di Wally.

Nel semibuio della sala Pavel inizia a piangere, in silenzio. E continua, in silenzio. Ebben, ne andrò lontana. Lo sento. Lo percepisco. Avverto il suo respiro farsi più ampio, nelle pause della lirica. Lontana assai, e forse a te, e forse a te, non farà mai più ritorno. Sta piangendo. Mi viene accanto. Non mi allontano. Finor non m’han baciata. Non faccio nulla, nessuna mossa del corpo. Neanche quando lui chiede muto la mia spalla, per continuare a piangere. In silenzio. Né mai dunque avrò pace?

 

Estratto da Granita con valanghe in sedici 1990

 

 

 

 

la Wally


She missed Pavel. Pavel and his music. And yes, she also missed Paul a little. Pavel more, though. They went to Bellini several evenings to attend the premiere of the opera. Sometimes even by themselves.  Always looking at the sea and the sailing and the islet, Paola came back to the evening of La Wally. Pavel had been crying, silently, for long. And she, with his head on her shoulder. Later, with the lights on, they also laughed about it. To defuse. Passing emotion. She remembered about his words, on the stairs. This Wally… you know, no matter what is the end, no matter how the story goes, it’s always bed for her! Nice music though. Just a little laugh, with his eternally sad but beautiful, smile, took her by the arm and walked the four blocks from the theater to home. The Wally, they both knew it, had two ends. A stupid one, the other one less stupid. Both suitably tragic. In the first end, a simple storm with avalanche took them away. Banal. In the second end, the lover looks for a way out, breaking away from Wally with whom he had gone to seek momentary recover, but he was swept away by the storm. Wally, torn, thinks about it for a while and then throws herself into the abyss, to reach the beloved dead. Needless to say, the most executed final.

Alla long the way, they kept on talking about it. And laughing. And joking. Pavel also whistled a few pieces of the opera. When he tripped over the uneven step on a sidewalk, she joked, holding his arm. Be careful, if you fall down, young man, I won’t follow you. And more laughter. A beautiful evening.

Now, always loking at the sea, she saw all the opera all over again. She listened it all again. And saw, as if she was on the stage looking above, the scene of her and Pavel in a dark dais. The fragmented memories of what happened mixed up with the  Wally’s lyrics. In the semi-darkness of the room. Pavel begins to cry silently. He continues in silence.

Ebben, ne andrò lontana. [Well then, I will go away]  I feel it. I perceive it. I feel his breath that is more ample, in the pauses of the lyric. Lontana assai, e forse a te, e forse a te, non farà mai più ritorno. [So far away, and perhaps to you, and perhaps you, will never return]. He’s crying. He comes next. I do not go away. You haven’t kissed me yet. I do not do anything, no movement of the body. Not even when he asks dumb my shoulder, continuing to cry. In silence. Né mai dunque avrò pace?  [Never, therefore, shall I have peace?]

 

Excerpt from  Granita with avalances  in sixteen 1990